27 gennaio 2009

Può esistere la democrazia perfetta?

Sono abbonato alla Harvard Business Review che leggo nei frammenti di tempo e da cui traggo sempre importanti spunti di riflessioni per il mio lavoro.

Un recente articolo parla di come aggirare le difficoltà che i gruppi vivono nel cercare un accordo quando i partecipanti si basano solamente sulle proprie preferenze personali, perché queste possono essere cicliche anziché transitive: se la scelta a ha più consenso della scelta b e la scelta b più di c, non è detto che a sia più popolare di c.

Questo in particolare significa che in caso di "stallo" il capo fa sempre la scelta sbagliata quando è costretto a decidere, perché se le preferenze sono cicliche, qualunque scelta scontenta sempre la maggioranza.

E' facile capirlo con un esempio. Supponiamo che mamma e papà chiedano ai loro tre figli, Carlo Franco e Pippo, dove preferiscono passare le vacanze: al mare, in montagna o all'estero, e che i desideri di ciascuno siano, in ordine di preferenza:

  • Carlo: estero, mare, montagna
  • Franco: mare, montagna, estero
  • Pippo: montagna, estero, mare
Non essendoci una maggioranza, mamma e papà sono costretti a decidere in modo "dittatoriale" ma, ahimé, qualunque scelta facciano, scontenteranno comunque i due terzi del gruppo; se decidessero ad esempio di andare al mare, farebbero felice Franco ma otterrebbero le lamentele di Carlo e Pippo, che avrebbero entrambi preferito andare all'estero, anziché al mare; e così via con ogni altra alternativa.

Questi concetti, nella loro applicazione alla politica, furono scoperti già alla fine del '700 dal Marchese di Condorcet, illuminista francese famoso per il Paradosso di Condorcet che dimostra come l'esito di una votazione non rappresenti le reali preferenze degli elettori e anzi sia condizionato da fattori statistici.

Questo studio è stato ripreso tra gli altri da Kenneth Arrow, nobel per l'economia che nel 1951 formula il suo Teorema dell'Impossibilità che ha conseguenze ancora più drastiche sui fondamenti della democrazia. Nota bene: sto facendo soltanto delle considerazioni generali senza alcuna pretesa di applicazione o riferimento al nostro sistema politico.

Se il Teorema di Arrow, avvelendosi soltanto di ragionamenti matematici e logici relativamente semplici, può dimostrare che non esiste un sistema elettorale in grado di esprimere in modo efficiente ed imparziale le preferenze sociali, dobbiamo continuare a stupirci che nel mondo reale la democrazia si riveli un concetto così imperfetto?

27 dicembre 2008

DNA digitale

In questi giorni di relax ho avuto un po' di tempo per gironzolare su Internet e sondare gli ultimi sviluppi della computer graphics; tra tante cose fantastiche che vorrei poter sperimentare e di cui spero di poter scrivere un giorno, mi è capitato un affascinante esperimento di programmazione genetica visuale: "EvoLisa" di Roger Alsing.

L'idea è semplice: un programma crea un'immagine come sovrapposizione di diversi poligoni; si parte da uno schermo vuoto e ad ogni "mutazione" si aggiunge un poligono generato casualmente; se l'immagine che ne risulta è più simile di prima all'immagine scelta, si procede con un'altra mutazione, altrimenti la mutazione viene scartata e si fa un nuovo tentativo.

Vale veramente la pena vederlo in azione anziché a parole, o sulla riproduzione di Mona Lisa in questa sequenza progressiva già calcolata, o meglio ancora scaricandolo da Google Code ed eseguendolo "live" sul nostro PC con l'immagine che si preferisce.

Ci vorrà un po' di tempo, ma non è questo che è mancato alla Natura nei 4 miliardi di anni di età del nostro pianeta... dal Caos di poligoni monocromatici generati casualmente, con la sola guida del principio di selezione naturale di Darwin—l'essere più o meno adatti all'ambiente—si origina il Cosmos—forme ordinate e sfumature, immagini complesse e riconoscibili.

Nel nostro caso, il "punto di arrivo" è esplicito a tutti gli effetti—l'immagine di Mona Lisa, vedi sopra, o la mia foto con i capelli blu il giorno della laurea—e questo rende le cose molto più semplici di come sono nella realtà; il risultato è comunque impressionante: componenti anche molto semplici come poligoni, se parte di un disegno complessivo, possono creare sistemi davvero complessi ed organici.
Forse perché sono in un momento di grande motivazione ed ambizione professionale, trovo spontaneo chiedermi: per raggiungere un certo risultato, quanto più importanti sono gli obiettivi che ci vengono prefissati, rispetto alle regole che ci vengono imposte?

25 settembre 2008

Se Mosca è una mosca... Bologna è una zanzara

Dopo tanti mesi di assenza, sono finalmente ritornato qualche giorno nella mia amata Mosca, sempre più enorme, impressionante, dinamica e frenetica...


Il cantiere della Federation Tower (www.federationtower.ru) sta procedendo a pieno ritmo, la nostra squadra è davvero eccezionale. Sono davvero fiero di loro e spero che tutti lo siano di lavorare in Busi.
Nonostante non sia facile vivere in una città così grande, dove "vivere in centro" significa fare un'ora di metro alla mattina all'andata e una alla sera al ritorno, la gente dimostra di avere una grinta eccezionale. Si respira davvero un clima di crescita e di speranza in un futuro migliore, che a noi in Italia purtroppo manca.

Difficile trasmettere queste sensazioni se non si è mai stati in una metropoli di tali dimensioni... invece dei nostri autobus bolognesi, a Mosca c'è una metropolitana che trasporta circa 10 milioni di passeggeri al giorno, come Londra e New York insieme.

Vagoni velocissimi e stipati che passano ogni trenta secondi o poco più... quando è l'ora di punta, fiumi sterminati di persone entrano ed escono dalle carrozze dove si sta stretti come delle sardine... ma la gente non si lamenta e quando deve passare si butta a testa bassa e si fa strada a spallate.

21 settembre 2008

Pan_Sonic live... no compromise!

Le stelle del Robotfestival '08 ieri sera a Palazzo Re Enzo, in piazza a Bologna, sono stati gli ormai leggendari Pan_Sonic, già "Panasonic" ma costretti a togliere la "A", pionieri e maestri dell'industrial più pura e di frontiera.

Più che un concerto, un'esperienza: a parte qualche sembianza di ritmo sintetico, 45 eterni minuti di frequenze stridenti e distorte oltre il limite della sopportazione umana, con tanto di oscillatore che rappresentava sul mega-schermo la forma del tuo dolore.

Li avevo già sentiti allo Yö-Talo di Tampere, in Finlandia, ormai dieci anni fa: forse perché giocavano in casa e anch'io mi ero un po' "finlandizzato" in quegli anni, me li ricordavo quasi... come dire... ascoltabili... e invece sono diventati anche più cattivi che in passato! Per fortuna che non ho insistito troppo con alcuni amici... me la ridevo davvero durante il concerto a pensare se fossero stati con me!

Avrei potuto convincerli, giocandomi per sempre l'amicizia e beccandomi pure una denuncia per danni pemanenti all'udito... e invece tutto bene quel che finisce bene: oggi ci sento abbastanza e la gente mi vuole ancora bene..:)

Certe cose bisogna farle di propria volontà, altrimenti non si potrà mai perdonare chi ce le ha proposte.
Che bella metafora di vita... non vale solo per i Pan_Sonic, ma per questo tipo di esperienze, in modo particolare!