Archive for Maggio, 2011

Cenerentola 2000 (Eingel remix)

Mag 29 2011 Published by under Articoli

Grazie figlio per avermi fatto riscoprire il mondo attraverso i tuoi occhi”, diceva qualcuno…stando con i bambini si torna bambini…

E’ vero in tantissime situazioni…ad esempio, con Matilde ho rivisto da poco Cenerentola di Walt Disney come non l’avevo mai vista prima…

(e soprattutto quanto non l’avessi mai vista sino ad ora…una decina di volte in due settimane?! Eh sì…i bimbi sono fatti così…)

Cenerentola - Titolo

Cenerentola è un capolavoro che ha fatto la storia dei cartoni animati…non dimentichiamo poi che è del 1950. Oggi però vorrei suggerirvi una chiave di lettura dissacrante…un remix, usando il gergo dei DJ.

Innanzitutto, mi sono un poco documentato e pare che Cenerentola sia la favola più antica del mondo…veniva raccontata già cinquemila anni fa ai tempi dell’antico Egitto… è davvero sbalorditivo pensare che in tutto questo tempo da una favola così popolare non ci abbiano fatto una religione!

Come spettatore adulto ed assuefatto al terzo millennio, mi è parso subito evidente che oggi la giovane protagonista sarebbe senz’altro una giovane “badante” dell’Est, immigrata in Italia alla ricerca di un uomo benestante.

Molto sintetico…altrettanto cinico…ma in due righe ecco riassunta la trama di tutto il film.

Hey!, non predentemi per maschilista, siamo qui per scherzare. E non fraintendetemi, non sono razzista…né tanto meno Leghista!

Cenerentola - Gnocca

(in questo primo piano dietro alle sbarre di una gabbietta per topi, è chiaro che Cenerentola è proprio una bella gnocca)

All’inizio del film, Cenerentola si sveglia cantando insieme agli uccellinii sogni son desideri di felicità”…sotto, i rintocchi dell’orologio. I bambini non lo fanno, ma io li ho contati, i rintocchi: sono sei…

Anche se di sera va volentieri a ballare, la ragazza è una che si sveglia presto e lavora sodo!

Niente di strano quindi se più tardi nella giornata ha delle allucinazioni psichedeliche con le bolle di sapone…con tutto quello che si sniffa durante il giorno!

Cenerentola - Bolle

(Cenerentola è povera e può permettersi solo di sniffare del sapone, ma si fa qualche bel viaggio lo stesso)

La canzone del mattino continua con una frase che mi ha toccato: “dimentica il presente e il sogno diventerà realtà”…

Vedete, negli anni ‘50 la vita era davvero durissima: come ahimé accade oggi nei paesi emergenti, anche i minorenni dovevano lavorare, perché dappertutto c’era la miseria più nera.

Ma in questa totale miseria c’era un sogno in cui credere: il mondo devastato dalla Guerra era tutto da ricostruire e l’economia era in costante crescita. C’era spazio per creare, rischiare e guadagnare. Se ci si provava, il mondo offriva più happy endings che delusioni e scottature. Le nuove generazioni diventavano sempre più benestanti di quelle passate.

I giovani d’oggi invece saltano il turno: lo abbiamo sentito anche nella puntata di Report della settimana scorsa. Ovviamente, le uniche a fare eccezione sono le giovani badanti dell’Est!

L’ottimismo di quegli anni si manifesta anche nei topolini, i veri protagonisti del film, che vogliono bene a Cenerentola a tal punto da affrontare una vera e propria lotta di classe–povertà contro aristocrazia–sfidando col sorriso il gattaccio di casa, come Davide contro Golia.

Cenerentola - Prudente

(“Sii prudente!” – “Sì sì, pruderò moltissimo!” – questi topolini sono proprio gagliardi)

Potrà sembrarvi strano, ma una cosa che mi ha davvero colpito che in tutto il film non si vedono piedi nudi…anche i topi e gli uccellini hanno i calzini!

I piedi di Cenerentola si vedono solo per pochi attimi: quando si infila le scarpe da lavoro (al mattino) e le celeberrime decolleteé di cristallo (alla sera)…

Ci avete fatto caso che non si vedono le dita? Le uniche che si vedono sono quelle delle due sorellastre racchie…che c’hanno pure dei piedoni enormi che non entrano nella Chanel di cristallo ritrovata dal Principe.

Cenerentola - Piedi

(Tutti hanno le scarpe, anche uccellini e topi. Cenerentola ha i piedini senza dita come la Barby, mentre le sorellastre hanno delle fette orribili)

Si tratta di un retaggio culturale per cui, in quegli anni, il piede femminile doveva essere piccolo, come nell’antica Cina, come per le Geishe del Giappone. Anche le nostre nonne usavano scarpe scomode e strettissime…non so si vi ricordate i loro piedi! Poverette…

Oggi per fortuna la moda ha valorizzato il piede della donna, soprattutto con i sandali che fioccano con l’arrivo dell’estate. E non parliamo di Quentin Tarantino

Uma Thruman

(Quentin Tarantino, che con la sua fissazione feticista per i piedi, avrebbe dato tutt’altra interpretazione alla scarpetta della favola)

Ma nonostante questo progresso, le mie scarpe preferite, le Five Fingers della Vibram, generano ancora sconcerto in chi me le vede ai piedi…non sanno quello che si perdono!

Vibram Fivefingers

Ma non divaghiamo troppo e torniamo a Cenerentola…

Sappiamo tutti che è grazie alla scarpetta di cristallo che riesce a dimostrare di essere la ragazza misteriosa di cui il Principe si è innamorato al ballo.

Forse però non ci ricordavamo che dopo aver smarrito la scarpetta durante la “fuga di mezzanotte”, finito l’incantesimo, a Cenerentola è rimasta l’altra scarpetta.

La conserverà con moltissima premura…vestita di stracci com’è, ci mancava che la buttasse nella raccolta differenziata…

Cenerentola - Backup 2

(Finito l’incantesimo, a Cenerentola del ballo resta soltanto un bellissimo ricordo…e la seconda scarpetta di cristallo)

Bene…alla fine del film, quando l’invidiosa Matrigna riesce a distruggere la scarpetta ritrovata dal Principe–l’unica traccia che gli consente di ritrovare la sua amata–Cenerentola non si dispera, bensì estrae la scarpetta di riserva. A quel punto resta poco di cui parlare e la nostra paladina convola tosto a nozze con l’amato Principe–e vissero felici e contenti

Brava Cenerella che ha preparato il piano di riserva…questa sì che è strategia! Ditemi voi se la ragazza non ha le idee chiare su come raggiungere il suo obiettivo, combattendo contro persone malvagie e sleali ma ottenendo infine giustizia e riconoscimento delle sue qualità.

Cenerentola - Backup

(Senza scomporsi quando la Matrigna riesce a rompere la scarpetta trovata dal Principe, Cenerentola tira fuori quella di “backup”)

Un altro personaggio che non vorrei tralasciare è la Fatina. Dopo aver trasformato zucche, cavalli e cocchieri, prepara un vestito da ballo che non si sognerebbe neanche Armani. Per Cenerentola è più di quanto avesse mai sognato, e infatti la Fatina le ricorda che, come tutti i sogni, anche questo è destinato a non durare troppo a lungo.

Anche se non possiamo contare sulla Fatina, oggi le cose vanno esattamente nello stesso modo: se Cenerentola si ritrovasse senza il vestito giusto per una grande serata, andrebbe alla boutique a comprarnselo.

Poi però, a fine mese, ecco che arrivano le bollette, la rata del mutuo e l’estratto conto della carta di credito. Buonanotte fiorellino…

Cenerentola - Armani

(Cenerentola vestita da Armani)

Ci sono davvero tante altre cose fantastiche di cui parlare…Walt Disney dimostra di essere stato un vero genio del marketing, quando nell’incensurabile bon ton di questo film del 1950, riesce addirittura ad inserire una scena pseudo-erotica: prima del ballo, le sorellastre invidiose strappano con violenza il vestito a Cenerentola lasciandola con una spalluccia scoperta

Ci sono volute le tette di Fujiko per rimpiazzare queste immagini nell’inconscio collettivo dei teenagers!

Cenerentola - Sadomaso

(Cenerentola per pochi fotogrammi in versione “sado maso”)

Veniamo al Principe…una figura davvero al passo coi tempi: frequenta ancora l’università ed è quattro anni fuori corso…fa il mantenuto e non ha mezza voglia di uscir di casa per metter su famiglia. Sarebbe il protagonista perfetto di Tanguy (…non l’avete visto?!)

Persino la parata di Veline, organizzata in suo onore per invogliarlo a prender moglie, lo fa soltanto sbadigliare.

Cenerentola - Tanguy

(Il Principe non pare interessato alle sfilate di moda che si tenevano al palazzo)

Suo padre, il Re, è un vecchio dal temperamento impetuoso che si è fatto da sé. Dopo una vita di fatiche vorrebbe andare in pensione ma deve accasare il figlio per fare il nonno a tempo pieno.

Anche nel mondo delle favole degli anni ‘50 le cose andavano come oggi: i giovani non vogliono assumersi delle responsabilità–prima di tutto quella di avere dei figli–mentre i nonni, che sono vecchi, e quindi anche saggi, scoprono il senso della vita, cioè passare il loro tempo con i loro nipotini.

Cenerentola - Nonno

(Il vecchio Re sogna di tornar bambino con i suoi futuri nipotini)

Ma ciò che mi ha impressionato di più è un’altra, sottile sfumatura

Nelle premesse, molto brevemente, viene raccontato che Cenerentola è la figlia di un buono e ricco signore che, dopo la morte della moglie, si risposa con una vedova (la Matrigna) che ha due figlie (le sorellastre) dal precedente matrimonio.

Ahimé il vecchio signore muore prematuramente, lasciando del tutto orfana Cenerentola.

Forse molti di voi, come me, non avevano dato troppa attenzione al fatto che Cenerentola, dopo la morte del padre, viene ridotta in schiavitù dalla Matrigna all’interno della sua casa di sua proprietà.

Cenerentola - Matrigna

(La perfida Matrigna vive nella casa della “badante”…non dovrebbe essere casomai il contrario?)

Vorrei chiedervi…non vi sembra la stessa condizione di noi Italiani?

Sono convinto che molti di voi, al di là del partito di preferenza, non vi sentiate più rappresentati da una classe politica che da molto tempo non risolve i veri problemi del Paese ma che, nonostante questo, non vuole rispondere del suo operato ai padroni di casa–che siamo poi noi.

Caro Walt Disney, se fossi qui vorrei proprio chiederti: ma quando arriverà il nostro benedetto principe?!

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La magia di Kintulampi

Mag 18 2011 Published by under Articoli

Kintulampi è un vecchio cottage sulla riva di un laghetto sperduto nella foresta che circonda Tampere.

Si trova nel cuore della “Regione dei Laghi”–in Finlandia ce ne sono duecentomila–e ci si arriva solo a piedi attraversando i boschi, che d’estate sono spesso allagati e d’inverno sepolti nella neve.

Tanto tempo fa, una notte, sono andato da solo in fondo al molo…mi guardavo attorno ma non c’era nessuna luce, nessun rumore…sono rimasto immobile alcuni minuti cercando qualcosa da vedere o da sentire, ma c’era soltanto il buio più nero e il silenzio più totale.

Il blackout dei sensi…a destra e a sinistra, in alto e in basso, dappertutto. Solo le dita dei miei piedi che afferravano lo spigolo di legno del molo mi tenevano attaccato alla realtà. Allora mi sono spinto sulle gambe con tutte le mie forze per saltare più in alto che potevo…e per una frazione di secondo ho vissuto un’indimenticabile sensazione di nulla, di niente, di vuoto, di assenza di gravità…….poi splash! nelle fredde acque del lago.

Qualche mese fa, ricordando Kintulampi dopo tanti anni, avevo iniziato un micro-blog “minimalista” che è durato solo qualche settimana; voglio chiuderlo definitivamente quindi lo ricopio qui.

È forse per questo che scriviamo? Per imbottigliare il distillato dei nostri pensieri e lasciarli invecchiare, senza paura che evaporino, sperando di ritrovarli buoni come ci sembravano quando li abbiamo scritti la prima volta?

Ora facciamo silenzio…camminiamo attraverso il bosco, e torniamo…

…a Kintulampi, in mezzo al ghiaccio con la sauna a legna che brucia soffiando vapore come una locomotiva.

A Kintulampi, ne sono certo, nessuno mi farà venire il malincuore.

Un giorno giuro che ci porterò Matilde, a Kintulampi.

A Kintulampi i rompiscatole devi proprio portarteli dietro.

Vorrei avere il tempo per andare a Kintulampi con le persone che amo.

A Kintulampi ho capito che “successo” è il participio passato di “succedere”: come posso sapere se avrò successo, se deve ancora succedere?

A Kintulampi…e a fanculo tutti quanti.

L’acqua di Kintulampi è liscia come uno specchio e profonda come il cielo sotto ai tuoi piedi.

Se passi dalle parti di Kintulampi, facci un salto e non te ne pentirai.

A Kintulampi non servono a niente i soldi, neanche il bancomat e le carte di credito.

Se andrò di nuovo a Kintulampi, non sarà per caso.

Una volta ero a Kintulampi e facevano 32° C sottozero.

Quando sarai a Kintulampi capirai che non c’è la mente, ma solo il cervello.

A Kintulampi è da non credere, ma il silenzio ti assorda.

Kintulampi è dove ho promesso a me stesso di essere quando non mi sarà rimasto altro tempo da vivere.


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