Più nero del viola

Giu 17 2011

Sono in giardino e sto leggendo un libro di Marco Aime, “Sensi di viaggio“…non sto viaggiando da nessuna parte ma vengo colto da un raptus e prendo la matita…scrivo sulle pagine bianche in fondo al libro (mi sono sempre chiesto cosa le mettevano a fare)…e dopo qualche tempo eccomi qua che le copio nel mio blog.

E’ venerdì 17 giugno…è circa mezzanotte e io mi godo di poter stare finalmente all’aperto–senza stanze, tetto e mura–perché è solo da ieri che siamo venuti a vivere a Cadriano, finalmente fuori dalla città.

Una brezza fresca spazza via le ultime nuvole e apre il cielo su una luna piena fresca di eclissi…è pazzesco e non so come altro descriverlo, questo cielo…è viola…no, non è viola, è violento–no…è ancora di più…è più nero del viola

La matita scava sulle pagine tutte le domande sul mio futuro, le mie riflessioni, le mie insicurezze, ma ci pensa la luna a spazzare via tutto quanto, con l’aiuto del vento–io lo amo, il vento…può soffiare forte quanto vuole, per me è una “brezza che dà ebbrezza”..:)

E a un certo punto basta scrivere…appoggio libro e matita e prendo su i nuchacko (ricordate Bruce Lee? Ecco, io sono come lui…alla moviola e senza avversari)…per un quarto d’ora in cui svuoto completamente il cervello (tutto torna…anche le serate al Circolo Pavese nel 2001 le avevo chiamate Blackout…)

Rientro in casa dopo aver dato il benvenuto a un rospo che saltella nel nostro giardino…nel frattempo un grillo è riuscito a entrare in casa: si è infilato sopra lo stipite della porta, da cui spuntano le antenne che mi aiutano a localizzare le sue modulazioni di frequenza…anche Mr. Moog e Graeme Revell con il suo “Insect Musician” si fermerebbero ad ascoltarlo in religioso silenzio come faccio io.

Mi convinco che devo proprio scrivervi delle tre lettere della felicità…tra cui la più importante è la “N“…che sta per “Natura”…

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