Se incontrate il Buddha, uccidetelo!

Giu 07 2011

Potrebbe sembrare la raccomandazione di un serial-killer: “Hey, quando vedi Franco, salutalo (e uccidilo) da parte mia!”

Si tratta invece di un famoso discorso del maestro Lin-Chi, vissuto durante il IX secolo:

“Se volete pervenire alla comprensione dello Zen non dovete lasciarvi ingannare dagli altri. Se incontrate il Buddha, uccidetelo! Questa è la sola via della liberazione.

Non vincolatevi a nessun oggetto ma restate liberi. Se confidate nella forza delle vostre braccia, ve le troncherò; se confidate nella vostra eloquenza, vi ridurrò al silenzio; se confidate nell’acutezza della vostra vista, vi acciecherò!

Non esistono realtà all’esterno, né esiste qualcosa dentro di voi su cui possiate posare le mani. Quindi non restate attaccati al significato letterale di quel che vi dico!

Buddha

Che potenza che hanno queste parole…vanno lette con molta attenzione, più di una volta, perché dentro di esse c’è tutto il significato dello Zen


Ma voglio farvi una domanda…ve lo immaginate il prete durante la messa che parla in questi termini a proposito di Gesù? Neanche per sogno!

E allora…perché invece un venerato maestro può dire una cosa simile sul Buddha???

E’ evidente che non è possibile paragonare cristianesimo e buddhismo…la logica e il senso comune fanno cilecca.

Siamo davanti a un paradosso, dietro cui si nasconde l’abisso culturale che separa l’Oriente dall’Occidente.


Facciamo un passo indietro.

Il primo libro della Bibbia è la Genesi, che inizia così:

In principio Dio creò il cielo e la terra.

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.

Noi uomini siamo stati creati da Dio: prima eravamo fango, poi torneremo cenere (wow!): il nostro corpo è mortale e così tutto quello che appartiene a questo mondo…la nostra anima invece è eterna e in essa risiedono tutte le nostre qualità. Dopo la morte ci aspetta l’inferno, il purgatorio o il paradiso…a seconda del “voto della giuria”.

In estrema sintesi: nel mondo occidentale, da una parte c’è il mondo divino, dall’altra il mondo terreno, mortale, umano.


Nel buddhismo, invece, il punto di partenza è totalmente diverso.

Non c’è distinzione “celeste/terreno”, “divino/mortale”…anzi, è proprio il contrario: secondo il Buddha, è questa visione dualistica del mondo che genera l’infelicità.

Lo scopo dell’uomo è esercitarsi per raggiungere l’illuminazione (il “Satori”, la “Sambhodi”) scoprendo la profonda unità di tutte le cose: soggetto/oggetto, divino/terreno, spirito/Natura.

Da cosa nasce la vita? Cosa c’è dopo la morte? Anche questa contrapposizione vita/morte deve essere superata.

Nel buddhismo l’uomo è il baricentro della sua vita e può bastare a se stesso.


Arrivamo al punto

Penso che Gesù abbia predicato un messaggio stupendo, profondo, universale. Le sue parole sono però state raccolte da un mondo che era già “occidentale” sin dai tempi della filosofia dei Greci e della religione pagana dei Romani.

Nel film di fantascienza “Matrix”, le macchine tenevano in schiavitù l’uomo somministrandogli un mondo fittizio e controllato…

Oggi, il Sistema ci tiene legati a sé con una visione del mondo che ci considera in partenza imperfetti–nel senso latino del termine: “incompleti“.

E allora abbiamo bisogno di possedere denaro ed oggetti, di ottenere dei riconoscimenti…abbiamo bisogno di cercare qualcosa al di fuori di noi stessi per trovare la felicità.

Ne consegue che è ci naturale dare la colpa a qualcosa o a qualcuno per la nostra infelicità e per tutti i mali del mondo.

E’ facile capire come mai il consumismo abbia attecchito così bene qui da noi, mentre in Oriente, con il maestro Zen che ci bacchetta per liberarci di qualunque oggetto–Buddha compreso–stia facendo molta più fatica…


Ecco fatto…non voglio dilungarmi oltre. Forse vi sarò sembrato profano ed irriverente. Non era il mio scopo e mi dispiace. Potete sempre smettere di leggere questo blog quando volete…non lo sto scrivendo per avere migliaia di lettori.

Che ci piaccia o no, il confronto culturale con l’Oriente è iniziato da molto tempo ed è destinato a diventare sempre più profondo.

Questa “crisi economica mondiale” sta spostando l’ago della bilancia verso Est…quando Matilde avrà la mia età, molto probabilmente il centro del mondo non sarà più New York, ma Pechino.

Ce ne rendiamo conto soltanto in parte, ma sta già succedendo. E chissà come andrà a finire.

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