Matilde e gli aironi di Bologna

Set 23 2011

Alcuni momenti hanno qualcosa di magico. Li riconosco dalla sensazione di calore lontano, come lava incandescente che ribolle sotto a un vulcano che trema, pronto ad esplodere.

Ma c’è una forza ben più grande che sa trattenere quell’euforia in una bolla immobile e silenziosa: è la consapevolezza del fatto che il Tempo può cancellare anche i ricordi più belli, soprattutto se capitano senza preavviso, come nulla di speciale in un giorno come un altro.

Quando viaggiamo o facciamo una festa abbiamo le macchine fotografiche pronte a far fuoco, ma quando torniamo a casa non teniamo traccia delle scoperte più speciali. Forse è anche per questo che perdiamo la capacità di stupirci e che la vita di tutti i giorni diventa routine

Quando il giorno finisce arriva la paura del buio…la paura di perdere quei momenti per sempre. Faccio fatica ad addormentarmi e dopo essermi girato nel letto per ore decido di alzarmi per buttar giù almeno qualche appunto prima che le ali della notte portino via tutto quanto.

Qualche giorno fa ho rubato un pomeriggio di Tempo e sono stato a casa con Matilde. I bambini sono delle centrali nucleari di energia pura e incontaminata.

Sono al tempo stesso l’inizio e l’unico ragionevole elemento di continuità della nostra esistenza…sempre che non crediate nell’aldilà, nella reincarnazione o nell’eternità del vostro operato su questo microscopico pianeta.

Stare con i bambini è un’occasione per ricordarci che tutti iniziamo così: come bambini con il pieno di gioia di vivere…poi, per tutto il resto della vita, non facciamo altro che consumare la benzina e sporcare il motore. Stando con loro, diventa chiaro come il sole che l’unica cosa saggia da fare nella vita è tenere il più integro possibile il bambino che siamo mentre il Tempo passa…

Ho ripreso a mano gli appunti che sono quasi indecifrabili, un po’ come i monosillabi con cui Matilde comunica, nonostante ciò in modo del tutto efficientissimo. E’ stato semplicemente un pomeriggio pieno e stupendo…non ha neanche fatto la nanna dopo pranzo…salvo poi stramazzare sul tappeto un minuto prima dell’ora di cena…

Per stare bene insieme bisogna obbedire alle sue regole e al suo linguaggio di cucciola, e non è per nulla un sacrificio o una forzatura. Siamo in perfetta sintonia…ad esempio, anche a lei piace moltissimo stare in giardino nello spazio aperto verso il cielo e i campi tutto intorno a noi.

Mentre giochiamo nell’erba, d’un tratto alzo lo sguardo e vedo che da lontano sta arrivando un airone bianco. Vola veloce e con grande eleganza; passa sopra al nostro giardino ad ali aperte proseguendo oltre cercando uno spazio più sicuro.

Matilde ha imparato a guardare nel cielo per fare “ciao ciao” agli aerei quando li sente passare, ma lui è troppo silenzioso perché possa notarlo. Sembra quasi scivolare su binari invisibili nel cielo.

Non sapevo che nella prima campagna di Bologna si potessero incontrare degli aironi. Forse quello era solo un esploratore curioso, o forse ce ne sono tanti altri che che si muovono da un nascondiglio all’altro intorno alla città.

Mi sento vicino a lui pensando alla cartina che tengo sempre con me…per osservare anch’io il mondo dall’alto in cerca di percorsi segreti…sognando il momento in cui andrò a scoprire degli angoli dimenticati, e quindi tutti per me.

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