Il sogno dei sandali e i capelli blu

Mar 06 2012

Ho ritrovato un foglio che avevo scritto quindici anni fa: era l’ultimo anno dell’università e avevo appena iniziato a frequentare un master–l’unico studente in mezzo a un gruppo di imprenditori. Possiamo dire che sia stata la mia prima esperienza del “mondo del lavoro”…

Mi sono reso conto che a 22 anni scrivevo come un matusalemme stitico di fine ‘800…guardate un po’ qua!


“Prima giornata, oggi 30 giugno ’97, del corso “progetto Gabbiano”. Mi sono ritrovato a confronto, su argomenti generali fortunatamente, con un gruppo di imprenditori, anche molto più anziani di me.

Teneva il corso uno psicologo, Gianfranco Contini, che ha parlato della “Socializzazione”, dei rapporti personali e del problema di prendere decisioni.

Centrale è stata a mio avviso la discussione sulla differenza tra complicato e complesso. Il primo è ciò che può essere risolto con l’azione e la spiegazione.

Il secondo comprende invece tutto che è frammentato, e per quanto si vada fondo nell’analisi, presenta delle sfaccettature nuove ed irrisolte. Come i rapporti tra le persone, per fare un esempio.

Complessità è il fronteggiare l’incertezza, sentire la tensione di una situazione difficile. Ed in fondo, tranquillità è in verità quella giusta dose di “ansia”, che mi permette di ottimizzare le prestazioni, senza cadere nello stress.

[…bla bla bla…]

Dopo la prima giornata posso solo dire che tutto sommato il fatto di sentirmi stanco pur non avendo ragionato di cose difficili mi rende sereno e disteso, come se i miei orizzonti fossero stati aperti su qualcosa di nuovo.

La finestra su me stesso si facendo più larga, e più luce potrà entrare.”


Allora che ne pensate…ma che modo di scrivere è..?!

Difficile giudicare dopo così tanto tempo, ma in quelle pagine mi sono rivisto come un ragazzo troppo introverso, che cercava di pianificare…di trovare delle certezze…di affermare delle verità. Una noia pazzesca!

Poi, un giorno, ho fatto un sogno: non mi ricordo dov’ero né cosa stavo facendo…avevo un paio di sandali mezzi slacciati…una sensazione di disagio che è ancora così fucking clear in my mind…and so exciting

Dovevo decidere se fermarmi per stringerli oppure se continuare ad andare avanti. E andavo avanti…fregandomene di quelle fibbie, di quella sensazione di non avere il controllo…fregandomene di perdere dei pezzi.

Dopo pochi mesi da quel 1997 mi sono dato una bella svegliata: ho lasciato la ragazza con cui stavo insieme da tempi immemorabili, mi sono laureato con la lode, i capelli blu e la cravatta ton-sur-ton

Il 29 settembre ’98, lo sapete già, sono partito per la Finlandia…e per due anni mi sono divertito alla stra-grande…(pure troppo…ma dovevo recuperare!)…poi sono tornato, e da allora, un po’ alla volta, sto scoprendo la mia vera Natura

(sì, Natura con “N” maiuscola: non ho dimenticato la promessa:

un giorno vi parlerò delle tre lettere della felicità)

Bisogna slacciare tutte le fibbie, i lacci e le imbragature per precipitare nel vuoto più nero che ci sia

Dobbiamo attraversare l’Inferno come Dante, se vogliamo vedere il Paradiso.

Bisogna dimenticare il proprio nome per scoprire chi siamo veramente.

Cosa farò da grande? Diamo tempo al tempo…ve lo saprò dire quando l’avrò fatto (o quando sarò grande).


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2 responses so far

  1. Eingelone!!!!!! Non sai quanto mi riconosco in quello che scrivi in quest’articolo! Il risveglio a 22 anni, le “fibbie slacciate”….e la domanda “Cosa faro’ da grande” a cui ancora non ho risposto!!!!!!!
    Un percorso simile il nostro….
    Un abbraccio grande.
    Vera

  2. Verina!!!! Eh sì mi ricordo io che abbiamo qualche passaggio in comune da ricordare! Grazie di essere passata!!!! Un bacione Eingel

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