Archive for Maggio, 2012

Un hacker verso i Monti Sibillini

Mag 03 2012 Published by under Articoli

Oh no, è tornata. Eh sì…di nuovo, in ogni momento della giornata, un chiodo fisso nel mio cervello: il mio prossimo viaggio.

Dopo la preparazione della Via degli Dei, mi è bastato qualche accorgimento e l’attrezzatura è già pronta–tre minuti per preparare lo zaino e potrei saltare in sella domattina. Un brivido di cui non riesco ancora a capacitarmi.

Ogni sera prima di addormentarmi penso a quando sarò sperduto in mezzo al nulla–in cima a una montagna, su un crinale spazzato dal vento–a piantare la tenda e a gonfiare il materassino mentre il sole tramonta. Stanco e soddisfatto per una giornata vissuta intensamente.

È  da un paio di mesi che ho ormai scelto la mia prossima destinazione: i Monti Sibillini. Non ne conoscevo praticamente l’esistenza finché mi hanno parlato dell’altopiano di Castelluccio–una distesa perfettamente pianeggiante che a primavera inoltrata si riempie dei colori della famosa fioritura per kilometri e kilometri quadrati…giallo, viola, rosso a perdita d’occhio…WOW!

Scopro che nel Parco è stato progettato un percorso–il Grande Anello dei Sibillini–che si può percorrere in 8 o 9 giorni a piedi o in 3 o 4 giorni in mountain-bike. Super-WOW! La scelta è presa, il dado è tratto, alea iacta est

…poi studio meglio la cartina del Parco e scopro che il Grande Anello gira soltanto intorno ai posti più belli, alle montangne più alte, alle valli più ripide. E io invece voglio mirare al cuore (come Ramon) di quei luoghi avvolti dalle leggende. E scopro tanti siti di trekkers e di bikers che mi offrono le loro tracce GPS da analizzare (eh sì, mi sono finalmente convertito ai GPS moderni…ma non ho perso la voglia di perdermi…)

Così, ecco che nelle ultime settimane è iniziata una ricerca notturna pazzesca e disperatissima, come se cercassi di crackare le porte segrete di un mondo inesplorato, per assemblare percorsi e sentieri su mappe e software cartografici…

Mi sento come un hacker che sta preparando un virus per scatenarlo contro il firewall di un server inespugnabile, producendo geroglifici di linee su una cartina elettronica come porte di accesso a una dimensione parallela

I toponimi aiutano a rendere mistico il mio progetto: “il passo Cattivo, “l’Infernaccio“l’antro della Sibilla, “le Lame Rosse, “il pizzo del Diavolo

Valli infestate da leggende di streghe e negromanti, che rendono ancora più calzante la metafora dell’hacker in omaggio alla bibbia del cyberpunk (e forse il più grande libro che sia mai stato scritto…)

C’è anche il lago di Pilato dove il mito vuole che precipitò il corpo del pretore romano, condannato a morte dall’imperatore Tiberio, che lo rinchiuse in un sacco al traino di un carro di bufali, lasciati liberi, che si schiantarono nel lago scivolando dall’affilata cresta della Cima del Redentore.

Ma è la conformazione di quelle montagne ad eccitarmi più di ogni altra cosa. Forse siamo abituati a pensare all’Appennino come a monti morbidi e boscosi, mentre in questo caso si tratta di bastioni di pietra che sovrastano ripide valli dove i fiumi hanno scavato gole anguste e profondi canyon. La salivazione aumenta mentre pianifico le tracce attraverso quelle strette pareti di roccia gelida…

E poi, sempre i miei preferiti: i crinali. I Sibillini fanno parte di un segreto disegno geologico. Ho studiato un sacco di panorami mozzafiato e ho capito che c’era modo di ricercare e confezionare un percorso eccezionale che permette di stare costantemente sul crinale tra i 2.000 e i 2.500 metri di altezza.

Si parte dal paesino di Foce e si sale in cresta verso il Monte Vettore, la vetta più alta del Parco…poi si valica la Sella delle Ciaule e si torna a quota 2.500 metri sulla Cima del Redentore, si raggiunge Forca Viola e Palazzo Borghese, si prosegue ancora fino al Monte Porche e si resta ancora in cresta fino al Monte Sibilla per ridiscendere verso a Foce e chiudere il percorso ad anello.

È un giro molto lungo e ci vorranno due giorni, con pernottamento in quota incluso. In mountain-bike è scarsamente pedalabile…ma visto che non è il mezzo che giustifica il fine, bensì il fine che giustifica i mezzi, dopo 4 o 5 giorni sul sellino, la bicicletta rimarrà a valle e quel percorso me lo farò a piedi

Trascorrrere una giornata a camminare su una passerella in cima al mondo, dovunque tu guardi, dormire in tenda e svegliarsi all’alba con un panorama di questo genere…sapendo che ti aspetta un altro giorno a camminare come galleggiando sopra alle nuvole…è una sensazione che non riesco ancora a definire…e che non vedo l’ora di raccontarvi…

(continua qui…)

No responses yet