v3.14.12.12
18
novembre
2012

Salsiccia & dislivello

Quando ero bambino mi chiedevo spesso se esisteva ancora un pezzettino di terreno che non fosse mai stato calpestato da nessuno.

Mi tornano in mente tanti momenti in cui mi guardavo i piedi e interrogavo il “Grande DataBase Universale” con questa domanda a cui, del resto, non esisteva alcuna risposta

Nell’ultimo articolo ho parlato della pista non battuta…che strane certe combinazioni…

(Groucho Marx avrebbe detto: certo che è una strana combinazione!

Se non lo fosse…tutti saprebbero aprire una cassaforte!)

…pochi giorni dopo, infatti, ho finito di leggere una biografia scientifica di Richard Feynman: il mio idolo e senza dubbio il fisico più carismatico di tutti i tempi.

Ebbene, proprio nell’ultima frase del libro, l’autore racconta come Feynman, quando andava a piedi al Caltech di Pasadena, cercava tutte le volte di non fare mai la stessa strada…

Era davvero ossessionato dalla ricerca della pista non battuta…a tal punto che quando la sua curiosità infinita lo trascinava in una nuova ricerca, si asteneva dallo studio degli sviluppi più recenti per non rischiare di trovarsi su un sentiero già tracciato da qualcun altro.

Con un approccio analogo, Alex Supertramp di “Into the Wild” butta via la mappa per perdersi in Alaska…ma questa è un’altra storia e ne abbiamo già parlato

Anch’io nel mio piccolo sono perseguitato dall’anticristo della routine…è un chiodo fisso nella mia testa da ormai così tanto tempo che ormai ho rinunciato a cambiarmi.

Qualche tempo fa ho fatto una delle mie solite escursioni nella Natura…non in mountain-bike, questa volta, ma a piedi, insieme al mio cane Olmo, di cui vi ho già parlato

Per cambiare un po’ rispetto alle mie abitudini, mi sono ispirato ad altri miti…a Elio e le Storie Tese che cantavano: “io vado a zonzo, come uno stronzo, oh-oh-oh, che felicità!” (a questo link trovate il video…la maturità artistica di una grande band…un vero must!)

(attenzione però, ci sono miti e mitia differenza di Elio,

se Feynman fosse qui oggi, non avrebbe partecipato ad X-Factor)

E quindi ho preso su col mio cane, ho cercato un po’ di bosco non troppo lontano da Bologna e senza seguire nessun sentiero ce ne siamo andati a zonzo in mezzo agli alberi. Senza un meta, senza un’idea, come ci capitava e basta.

Fin tanto che, a un certo punto, ho visto un angolino perfetto: calma assoluta tutto intorno, terreno abbastanza pianeggiante, i rami giusti per fare un falò, un sasso che sembrava fatto apposta per diventare la mia panchina

E allora giù di coltellazzo per fare legna e accendere un fuoco con l’acciarino come Rambo per cuocersi della salsiccia, che anche Olmo ha decisamente gradito.

Era più buono il primo pezzo, cotto sulla fiamma…oppure il secondo, cotto sulle braci?

Sono domande esistenziali così profonde che non sono in grado di rispondere.

Non riesco nemmeno a raccontarvi la sublime sinfonia di “tsss! tsss!” — le gocce di grasso che colavano sul fuoco…

E’ stato un momento topico, il culmine dell’auto-realizzazione. Da ripetere? Chissà.

Una cosa è certa però: d’ora in poi non misurerò più le mie escursioni in base ai metri di dislivello, ma soltanto in base ai metri di salsiccia!

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Author: eingel
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