v3.14.12.12
09
luglio
2013

“Faremo migliore il mondo”

“Dobbiamo imparare di nuovo a sognare…
ma tenendo gli occhi ben aperti”

FransVanDerHoff

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho parlato di un libro…questa volta però non vi servirà avere lo stomaco forte come per Flash, viaggio a Kathmandu

L’autore di Faremo migliore il mondo è Frans van der Hoff, il fondatore del commercio equo e solidale.

Mezzo prete, mezzo economista e mezzo olandese, racconta di un’utopia iniziata 40 anni fa e oggi diventata realtà mondiale.

I buoni di questa storia sono i campesinos, i contadini dell’America Latina che guadagnavano un Euro al mese per coltivare il caffè–che viene poi venduto nei nostri bar a un Euro a tazzina.

Un applauso per i fantastici miracoli del libero mercato..!


Facciamo un salto indietro nel tempo di mille anni con una citazione (che viene riportata nel libro) di S. Tommaso d’Acquino:

“Quel che un uomo possiede in più lo deve, per una legge di Natura, al povero […] Il pane che tieni da parte appartiene all’affamato, i vestiti che sciupi appartengono all’ignudo, e il denaro che sotterri è la redenzione e la libertà di chi non ha nulla.”

Ai suoi tempi–correva la fine del 1200 o giù di lì–il mondo era molto diverso rispetto ad oggi…lasciamo fare agli economisti il loro mestiere, ma credo (scusate se mi ripeto) che “nulla si crea e nulla si distrugge”, allora come oggi…


campesinos avevano già visto arrivare molte fondazioni umanitarie…poi però le avevano anche viste tutte quante ripartire da dove erano venutebye bye, e chi le vedrà mai più.

E allora tutto ritornava esattamente come prima.

Frans van der Hoff invece si è trapiantato in Messico–e lì è rimasto.

Un poco alla volta, anno dopo anno–come Gandhi in India–è riuscito  a creare aggregazione tra gli agricoltori per boicottare la dominazione (pseudo) coloniale.

Invece che sottostare agli squali del brokeraggio, hanno iniziato a vendere direttamente il caffè alle torrefazioni per saltare un anello della catena alimentare

Eh sì…l’unione fa la Forza–diceva un certo Obi Wan Kenobi

Fairtrade

Ebbene, visto che il diavolo si nasconde nei dettagli, devo dirvi che sono state alcune sfumature a farmi riflettere di più…

A partire dalla traduzione del titolo…che in lingua originale recitava: “Nous ferons un monde équitable (“Faremo un mondo equo)… ma che abbiamo tradotto con “Faremo migliore il mondo“…

Senza dubbio, un mondo equo è un mondo migliore…ma un mondo migliore non è soltanto equo–è anche tante altre cose…

Un mondo equo sarebbe già qualcosa–anzi, saremmo già ben oltre la metà dell’opera…

E invece, siamo sempre a pensare a come si può (ri)fare migliore il mondo…magari (ri)partendo da zero

Tutti fenomeni, pronti a tornare vergini!, cantavano gli ultimi Litfiba

Mentre Umberto Eco diceva già molti anni fa: “Il problema non è di buttare a mare le regole, ma di vedere quante più ce ne siano”

(Traduco: “non bisogna rifare sempre tutto da capo, ma capire cosa c’è di buono che si può ripetere per ottenere un risultato”–è un po’ cervellotica ma rimane una delle mie preferite).


Se devo dare un personale suggerimento, inizierei ad abbandonare la parola migliore…mi sta proprio antipatica

Suggerisce la competizione–quando abbiamo bisogno di rifondare le basi della meritocrazia

…e puzza anche un po’ di supremazia intellettuale–quando bisognerebbe mettere in discussione tutto e privilegiare l’apertura a nuovi modelli culturali


Torniamo a noi: perché Frans van der Hoff ci è riuscito–a fare il commercio equo e solidale–e invece l’Unicef e le fondazioni umanitarie no?

Perché lui ha capito la Natura di quelle persone.

Nel libro la spiega con molta attenzione, la vita e la cultura dei campesinos, a confronto con la cultura occidentale.

Quelle persone vivono vicino alla Natura, e

la Natura funziona per cicli.

Le stagioni che si ripetono un anno dopo l’altro; le generazioni nuove che prendono il posto di quelle vecchie; ogni evento prevede naturalmente la morte e la nascita.

Noi occidentali, invece, puntiamo alla performance, al rendimento, alla prestazione…

Il mondo è in mano ai dirigenti (detti talvolta manager) che guardano solo al risultato di bilancio: l’anno successivo potrebbero non percepire i bonus…dopo di loro, il diluvio.

La creazione di valore è un concetto molto semplice per le persone normali…tuttavia, non siamo ancora riusciti a tenerne conto nei bilanci delle aziende e delle comunità…

Il peggio del peggio? Hollywood e gli americani, con la loro maniacale fissazione di salvare il mondo (non solo migliorarlo) dai terroristi, dagli alieni e dai cataclismi.

Rinchiudeteli, non se ne può più…anzi, mandateli a zappare nelle coltivazioni di caffè!

Pensate che stia esagerando, vero? Eccovi serviti…guardate questo trailer e ditemi voi chi non ha più speranza!

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Author: eingel
Posted in: Articoli

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