Il sogno dei sandali e i capelli blu
Ho ritrovato un foglio che avevo scritto quindici anni fa: era l’ultimo anno dell’università e avevo appena iniziato a frequentare un master–l’unico studente in mezzo a un gruppo di imprenditori. Possiamo dire che sia stata la mia prima esperienza del “mondo del lavoro”…
Mi sono reso conto che a 22 anni scrivevo come un matusalemme stitico di fine ’800…guardate un po’ qua!
“Prima giornata, oggi 30 giugno ’97, del corso “progetto Gabbiano”. Mi sono ritrovato a confronto, su argomenti generali fortunatamente, con un gruppo di imprenditori, anche molto più anziani di me.
Teneva il corso uno psicologo, Gianfranco Contini, che ha parlato della “Socializzazione”, dei rapporti personali e del problema di prendere decisioni.
Centrale è stata a mio avviso la discussione sulla differenza tra complicato e complesso. Il primo è ciò che può essere risolto con l’azione e la spiegazione.
Il secondo comprende invece tutto che è frammentato, e per quanto si vada fondo nell’analisi, presenta delle sfaccettature nuove ed irrisolte. Come i rapporti tra le persone, per fare un esempio.
Complessità è il fronteggiare l’incertezza, sentire la tensione di una situazione difficile. Ed in fondo, tranquillità è in verità quella giusta dose di “ansia”, che mi permette di ottimizzare le prestazioni, senza cadere nello stress.
[...bla bla bla...]
Dopo la prima giornata posso solo dire che tutto sommato il fatto di sentirmi stanco pur non avendo ragionato di cose difficili mi rende sereno e disteso, come se i miei orizzonti fossero stati aperti su qualcosa di nuovo.
La finestra su me stesso si facendo più larga, e più luce potrà entrare.”
Allora che ne pensate…ma che modo di scrivere è..?!
Difficile giudicare dopo così tanto tempo, ma in quelle pagine mi sono rivisto come un ragazzo troppo introverso, che cercava di pianificare…di trovare delle certezze…di affermare delle verità. Una noia pazzesca!
Poi, un giorno, ho fatto un sogno: non mi ricordo dov’ero né cosa stavo facendo…avevo un paio di sandali mezzi slacciati…una sensazione di disagio che è ancora così fucking clear in my mind…and so exciting…
Dovevo decidere se fermarmi per stringerli oppure se continuare ad andare avanti. E andavo avanti…fregandomene di quelle fibbie, di quella sensazione di non avere il controllo…fregandomene di perdere dei pezzi.

Il 29 settembre ’98, lo sapete già, sono partito per la Finlandia…e per due anni mi sono divertito alla stra-grande…(pure troppo…ma dovevo recuperare!)…poi sono tornato, e da allora, un po’ alla volta, sto scoprendo la mia vera Natura…
(sì, Natura con “N” maiuscola: non ho dimenticato la promessa:
un giorno vi parlerò delle tre lettere della felicità…)
Bisogna slacciare tutte le fibbie, i lacci e le imbragature per precipitare nel vuoto più nero che ci sia…
Dobbiamo attraversare l’Inferno come Dante, se vogliamo vedere il Paradiso.
Bisogna dimenticare il proprio nome per scoprire chi siamo veramente.
Cosa farò da grande? Diamo tempo al tempo…ve lo saprò dire quando l’avrò fatto (o quando sarò grande).
Il complotto delle bufale
Mi sono reso conto che nell’ultimo post in cui ho parlato del mio cane e della “Teoria dei Dieci Anni” ho dimenticato di citare una grande poesia di un grandissimo poeta…
…ma non so perché, d’un tratto la mia mente si perde in una riflessione sulla politica e sull’attualità…
Se fossi un politico, la gente penserebbe che sono corrotto, per forza…e allora mi chiedo: se fossi un politico, chi me lo farebbe fare di essere una brava persona?
Allo stesso modo, e fossi ricco la gente penserebbe che rubo, per forza. Per esempio, i ministri hanno appena dichiarato i loro redditi ed è scattata l’ira popolare (vedi blog di Beppe Grillo).
Qualcuno ha pensato che chi dichiara un reddito alto paga altrettante tasse che vanno a beneficio della società? Non dico di venerarli per la loro ricchezza come farebbero gli Americani, ma manteniamo un po’ di contegno…
Semmai dovremmo commentare il fatto che gli più stipendi più alti sono quelli di un avvocato e un banchiere..?!
(Eh, l’invidia…che brutta malattia…
…noi Italiani siamo allo stadio terminale)
Tempo fa girava la notizia che lo IOR (la banca del Vaticano) sarebbe l’azionista della Beretta…non voglio certo prendere la difesa di una fabbrica di armi, ma ho personalmente verificato che la notizia è ancora una volta falsa, nonostante l’apparente dovizia di particolari.
Sempre a proposito di clero, è stata smentita la recentissima notizia delle ostie allucinogene e delle vecchiette che delirano in chiesa vedendo tutti i santi del paradiso…questa poteva fare sorridere, ma ahimé è la solita minestra…
La notizia di uno scandalo è più interessante della scoperta di una bufala che lo rettifica…quindi “gira di più”, quindi è mediamente ritenuta più vera. Elementare, Watson…
Poi tra qualche mese ce lo siamo tutti dimenticate, le ostie psichedeliche, ma intanto hanno fatto il giro d’Italia e hanno lasciato una traccia di sospetto, diffidenza e possibilismo su questa eventualità.
(Si potrebbe dire che le bufale vanno d’accordo con i pecoroni…
…gran bel gregge!)
Così facendo, diventiamo sempre più pecoroni e creduloni, anziché sviluppare uno spirito critico individuale e una capacità di pensiero indipendente.
Cresce la sfiducia nel Sistema…e nella possibilità di contare qualcosa…
E allora mi chiedo, di nuovo: non è che ci meritiamo che il mondo vada come va?
…non è in fondo quello che vogliamo veramente (credere)?
A forza di crederci ci comportiamo di conseguenza e generiamo così una profezia (di massa) che si auto-adempie, come verrebbe definita in sociologia…un concetto complesso in cui credo moltissimo e che sarebbe da approfondire…ma non ora.
(Tranquilli, non sto diventando un blogger serio…
…voglio solo confondervi le idee, come al solito…
abbandona le tue certezze…abbi dubbi, suggeriva Edoardo Bennato)
Ma dov’ero rimasto…ah, sì, la grande poesia di un grandissimo poeta …sto parlando di Brunello Robertetti (powered by Corrado Guzzanti)…
Eccola qua, nella sua sintetica forma di bellezza surreale:
Fossi cane: bau…
Fossi gatto: miao…
Fosse tardi: ciao!



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