v2.11.12.08

Posts Tagged ‘economics’

05
gennaio
2012

Come bruciano i nostri soldi

Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda. [Voltaire]

Anche se non è il mio argomento preferito, vi parlerò di mercati finanziari…in verità, di una notizia sconvolgente che sta passando inosservata sotto agli occhi di tutti…forse perché non è più sconvolgente di tante altre? Se non lo sapevate, ieri–in un giorno soltanto–Unicredit ha perso il 14,4% in borsa.

Me ne ha parlato un amico che possiede qualche azione e che si è visto i suoi risparmi dimagrire di botto…come se fosse arrivato Mago Merlino (anzi, la Befana) che ha aperto il suo salvadanaio e, ogni sette monetine da un Euro, ne ha fatta scomparire una.

Non sono un assiduo lettore del Sole 24 Ore e visto che con Minzolini (RAI), Berlusconi (Mediaset) e Tronchetti Provera (LA7) non vado molto d’accordo, non guardo spesso nemmeno i telegiornali: se il mio amico non me ne avesse parlato, molto probabilmente non l’avrei nemmeno saputo…e voi?

Eppure sono stati bruciati 2 miliardi di Euro in un colpo solo! Per dare un termine di paragone, la manovra del governo “tecnico” di Monti porterà circa 20 miliardi di nuove entrate allo Stato–lacrime e sangue per gli Italiani (aumentano le tasse), ordinaria amministrazione per la politica (nessun taglio alla spesa pubblica).


Com’è possibile un tracollo così improvviso delle azioni Unicredit? Basta documentarsi un po’ per scoprire che una ragione c’è: la Consob ha approvato l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di Euro deliberato dal CdA con uno sconto del 43%.

Saldi di fine stagione? Mi pare una roba da pazzi…per un maglione di Benetton si possono accettare questi svarioni, ma stiamo parlando di importi molto, molto diversi. Torniamo al mondo reale per un attimo: se aveste comprato un’automobile da 15 mila Euro e il giorno dopo la vedeste in vendita a 9 mila Euro, cosa fareste? Ve lo dico io: entrereste nella concessionaria e attacchereste il rivenditore al muro.

Normalmente, gli aumenti di capitale servono a finanziare gli investimenti necessari nelle fasi di crescita delle aziende. Ma non pare proprio che sia così: sul sito marketmovers.it, viene presentata una situazione di profonda crisi della più importante banca italiana che ha in programma di tagliare più di cinquemila posti di lavoro.

Ecco svelato il mistero! Beh…la verità vera non ce la racconta nessuno, ma almeno la puzza di bruciato (e di altre sostanze organiche) siamo riusciti a sentirla. Ne ho già parlato qualche mese fa della mia visione della crisi: nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

A proposito di puzza, sono ancora convinto che non è possibile bruciare 2 miliardi da un giorno all’altro…ma soltanto portarli dalle tasche dei più deboli a quelle dei più forti…dai risparmi di chi legge notizie finte sui giornali, al conto corrente chi prende le decisioni su come manovrare i soldi degli altri

E’ un gioco a somma zero…come lo schema di Ponzi che funziona solo quando c’è crescita, altrimenti collassa…una rapina portata avanti con concetti ectoplasmatici: non più guerre di spade, ma mercati finanziari e simili stregonerie.


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03
novembre
2011

Star War$: una nuova $peranza

Non vado molto spesso ai convegni, sia perché ho poco tempo, sia perché ritengo che–come le medicine–debbano essere presi a piccole dosi per avere un effetto benefico. Questa volta mi ci ha portato un amico–lo stesso che ho incontrato per caso durante la Via degli Dei, ricordate?–e gliene sono davvero grato.

Oggi, Federmanager Bologna, la facoltà di Economia dell’Università di Ferrara e Andaf hanno invitato il prof. Baruch Lev della New York Univesity per presentare in anteprima mondiale il suo libro ”Winning Investors Over: Surprising truths about honesty [...] and other ways to boost your stock price“–tradotto in italiano: “Guadagnare la Fiducia degli Investitori: Verità sorpredenti sull’onestà [...] e altri modi per far lievitare il prezzo delle tue azioni“.

“Onestà”…”fiducia”…nel titolo di un libro di economia americana?! Wow, interesting! La presentazione è stata brillante, interessante, concisa…non voglio dilungarmi, né banalizzarla, ma raccontarvi soltanto una breve “morale della favola” che ho distillato oggi.

In sintesi: le  analisi statistiche più rigorose dei dati ufficiali delle società quotate americane dimostrano inequivocabilmente che, quando si instaura un rapporto di fiducia tra gli stakeholders di un’azienda (gli azionisti, i dirigenti…ma anche i clienti, i fornitori, i dipendenti), i risultati finanziari migliorano significativamente. (Eh sì, pare proprio che, anche in America, i manager tendano a “taroccare” i bilanci per raggiungere gli obiettivi a cui sono legati i loro bonus).

In altre parole: la trasparenza paga…con risultati economici misurabili.

Queste considerazioni non contengono la benché minima traccia di moralismo: siamo a New York, la grigia capitale mondiale del capitalismo (scusate la voluta ripetizione). Si parla solo di numeri–anzi, di dollari. Baruch Lev ha parlato anche di “responsabilità sociale d’impresa” con alcuni esempi che dimostrano, con un approccio laico e liberista, come il buon senso, il profitto economico e l’interesse della comunità possano felicemente andare di pari passo… (mi permetto di sostenere che questo è l’unico modo per sperare che lo facciano).

Ha citato il caso della Toyota Prius–la prima auto con motore ibrido–una tecnologia innovativa che limita le emissioni di CO2 e il conto del benzinaio. Tre milioni di clienti (tra cui il sottoscritto) hanno fatto lievitare i profitti della casa giapponese: si tratta di attenzione all’ambiente o soltanto di un ottimo business? Impossibile distinguere!

Ho fatto un intervento per ringraziare il prof. Lev perché la sua autorevolezza–e soprattutto l’evidenza dei fatti che ha analizzato–mi hanno aiutato a sentirmi un po’ meno un alieno in questo strano mondo. Nella mia piccolissima esperienza di manager ho potuto riscontrare gli stessi fatti con un certo grado di oggettività..com’è possibile allora che tutto quello che ci circonda…che tutto il nostro Paese abbia smarrito la strada in modo così sconcertante?


Apro una partentesi: circa un anno fa ho partecipato a un altro convegno a Parma. Si trattava nientepopodimenoche del centenario di Confindustria. Non me lo volevo perdere per nessun motivo al mondo perché lo special-guest era il prof. Nouriel Roubini, economista americano soprannominato “Dr. Doom” (“Dott. Destino”) per la sua inquietante capacità di aver previsto la crisi del 2008 (ed altri eventi ancora più tragici che devono ancora accadere).

Nella sua presentazione, Roubini ha fornito con lucidità disarmante la ricetta di guarigione per il nostro Paese…intervenire sulla spesa pubblica, sulle pensioni, sul costo e sulla flessibilità del lavoro (riducendo però il divario tra precari e dipendenti a tempo indeterminato)…sulla ricerca & sviluppo…le solite banalità

(a proposito di R&D vi chiedo: secondo voi è un caso se la Apple di Steve Jobs non è nata a Bologna, ma nella Silicon Valley, dove si può studiare nelle università più famose del mondo–Stanford e Berkeley? Secondo me proprio no).

Subito dopo “Dr. Doom” ha parlato Berlusconi in persona, che lo ha rimproverato (!!) di fare le cose troppo facili: lui da giovane allenava una squadra di calcio (!!) e pensava che bastasse che i giocatori seguissero uno schema di gioco…diceva: “tu passi la palla a lui, poi lui tira in porta e fa goal” (!!). No comment. Poi, in omaggio alla Marcegaglia–la padrona di casa–ha raccontato che aveva appena chiesto alla Gelimini di chiamare la sua neonata figlia “Emma”. Mi sono alzato e sono tornato a Bologna.

(mi ero ripromesso di non parlare di politica in questo blog. Ma ci ho ripensato, almeno per oggi, perché solo gli stupidi non cambiano idea…e anzi invito i blog politici a parlare ognitanto di Zen e di mountain-bike per contrastare l’arteriosclerosi cerebrale).


Il conforto delle analisi numeriche di Baruch Lev mi ha dato una dose di coraggio e ha rinforzato la mia fiducia nel futuro. Con le bandiere dei partiti in piazza non si va da nessuna parte–gli idealismi sono morti e non portano più a niente. I risultati sono sotto ai nostri occhi.

La consapevolezza che anche nei mercati finanziari della nazione più capitalista del mondo sta crescendo la sensibilità ad investire su valori come la fiducia, la trasparenza e la responsabilità sociale–perché garantiscono un ritorno economico oggettivo e misurabile–mi fa pensare che pian piano, poco per volta, riusciremo a creare un circolo virtuoso sostenibile per uscire da questi anni oscuri.

Come nel titolo del primo film di “Star Wars”–con la Principessa Leila e Obi-Wan Kenobi–c’è una nuova speranza.


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