v2.11.12.08

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03
dicembre
2011

Avete lo stomaco forte?

…no? Allora lasciate perdere e cambiate pagina.

Se invece vi piacciono le sensazioni estreme, ho quello che fa per voi: il libro più sconvolgente che abbia mai letto…è di Charles Duchaussois e si chiama “Flash“.

E’ un libro che parla di viaggi…di due viaggi: un’Odissea in Medio Oriente–che termina a Katmandu, in Nepal–e una vertiginosa “discesa agli inferi“ nel mondo delle droghe, in picchiata verso lo stadio terminale.

Ho letto diverse cose su questo genere e pensavo di essermi fatto una cultura, ma questo li batte tutti…al confronto Bukowski sembra i Teletubbies

Le sue avventure sono pazzesche…visita i villaggi segreti del Libano nascosti nelle piantagioni clandestine di hashish, i bassifondi di Istanbul dove conosce i trafficanti d’armi, le città dell’India dove i bambini vengono mutilati per mendicare…attraversa i deserti sul cammello coperto di piaghe per le ustioni (e le cura con lo sterco dell’animale che lo trasporta)…sfida le “torri della morte” dove la setta dei Parsi sacrifica i cadaveri agli avvoltoi…e molto, molto altro ancora…

Il viaggio nella droga inizia per caso: Duchaussois incontra prima i trafficanti di hashish in Libano, scopre l’oppio a Kabul con gli hippies e le loro numerose comunità…poi finisce a Katmandu, il capolinea del suo giro del mondo. La capitale della droga negli anni ’60.

Questo è il viaggio più profondo, più scioccante. Ogni dose di eroina, ogni buco nelle vene, è un pugno nello stomaco

Ma alla fine ce la fa–torna a Parigi dopo un soggiorno all’inferno in Nepal che dura alcuni mesi e da cui esce vivo più volte per miracolo–e riesce infine a disintossicarsi, e raccontare la sua storia.


Ma non bisogna farsi di eroina per arrivare al cuore dell’esperienza di questa lettura.

E’ automatico pensare ad un eroinomane come a tossicodipendente, una persona che vive ai confini della società…mentre invece, ad esempio, chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno è solo un fumatore.

Purtroppo però le statistiche parlano diversamente: il fumo ogni anno fa 120 volte i morti dell’eroina e chi inizia a fumare ha una probabilità 35 volte superiore di morire rispetto a chi utilizza le droghe illegali.

La verità è che siamo tutti quanti vittima di un lavaggio del cervello mondiale. Ci hanno inculcato mille finti bisogni…che è con un Campari che un uomo può conquistare le Donne in Rosso…che è solo trovando il Principe Azzurro che una donna può vivere per sempre felice e contenta…

Volete aprire il vaso di Pandora e farvi un viaggio alla velocità della luce negli abissi del nostro lato oscuro?

Allora leggete ”Flash“…prendete la ”pillola rossa” di Morpheus e vedrete quant’è profonda la tana del Bianconiglio


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12
agosto
2011

Marcovaldo e il 7 in condotta

È arrivata l’estate e si va in vacanza. Ogni anno mi rendo conto che come per magia scatta un interruttore nascosto che attiva un programma segreto…il cervello si spegne quasi completamente, come lo stand-by degli elettrodomestici.

Allora mi si scioglie un po’ il blocco…prendo in mano il cellulare e mi lascio andare senza troppa paura di non avere niente di entusiasmante di cui parlare…

Eh sì…penso di averci preso gusto con questo blog…a tal punto da credere di dover scrivere grandi cose…lo Zen, le scalate alle montagne, la regione dei laghi in Finlandia…e così, non avendo particolari avventure o scoperte da raccontarvi, ecco che mi fermo prima ancora di partire…

Appoggio il cellulare e prendo su un libro…era da qualche tempo che volevo rileggere Marcovaldo …me lo devono avere imposto a scuola chissà quanti anni fa e ovviamente non mi era piaciuto un gran che. (Per fortuna invecchiando per certe cose si migliora).

E mi stupisco della modestia e della potenza con cui Calvino riesce a riempire delle pagine a dir poco fantastiche, per esempio raccontando di una semplicissima “pietanziera” per il lavoro in cui la moglie gli prepara il pranzo a base di rape e salsiccia puzzolente per 3 giorni di fila…

Serve davvero pensare di fare grandi imprese nella vita? C’è davvero un mondo che ha bisogno di noi là fuori? Chi è bravo sul serio ti supera in retromarcia, sbadigliando…e senza neanche farci caso.

Un collega era il migliore della facoltà di fisica a Bologna. Voleva fare carriera e ha vinto una borsa di studio per fare il PhD a Stanford. Tra i suoi docenti c’era un ragazzo pakistano che aveva 3 anni meno di lui.

(Io invece a scuola prendevo dei bei voti ma non andavo d’accordo con alcuni insegnanti. Nella pagella di cui vado più fiero ho fatto scala reale: 4 in ginnastica, 5 in disegno, 6 in religione, 7 in condotta; gli altri voti erano dall’8 in su).

Forse è proprio la paura di non eccellere che non mi fa decidere che strada prendere: dopo aver studiato fisica all’università sono andato in Finlandia con l’idea di non tornare mai più a casa, ma dopo 2 anni sono rientrato in Italia e ho lavorato nell’informatica…con una parentesi da DJ e nightlife…in quegli anni avevo una Ducati ma oggi mi sono convertito alla mountain bike…poi sono diventato imprenditore e manager…ora questo blog e la mezza idea di scrivere qualcosa di più…

Ma continuerò? In verità ho sempre scritto tantissimo, ma solo per me stesso. Da tanti anni tengo un diario…ora ho rallentato, ma il Moleskine nel mio zaino è il numero #29. Al liceo era la fase dei pensieri filosofici…non riuscivo a smettere di scriverli che un giorno ho deciso di stamparli…erano 200 pagine e le ho rilegate in azzurro, del colore del mare come Joyce volle la copertina dell’Ulisse. (Lui ha venduto milioni di copie e ha fatto la storia, i miei pensieri non sono ancora riuscito a rileggerli nemmeno io, tanto sono tremendamente ingarbugliati).

Secondo me, molto spesso il nemico #1 del nostro spirito d’iniziativa è il nostro stesso buon gusto: quanto più siamo capaci di fare qualcosa, quanto più sappiamo discernere ciò che è bello da ciò che non lo è…quando siamo agli inizi, i risultati sono normalmente modesti e giudichiamo il nostro operato in modo impietoso, col risultato di smorzare l’entusiasmo e dargliela su. (Ecco perché nella vita riescono i cocciuti che non si fanno troppe domande).

È quello che mi capita leggendo Calvino…mi dico: Eingel, ma lascia ben perdere, metti in ordine il secchiaio e vai a letto che domattina devi lavorare. (Ma io scrivo lo stesso…mi sforzo un po’ di essere cocciuto e non gettare la spugna).

Ecco…però…vi ringrazio moltissimo di avermi letto sin qui…vi voglio bene…e proprio per questo vi consiglio di spegnere il computer e leggere qualcosa di serio…ad esempio? Il grande Marcovaldo.

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