Il diamante sulla strada fangosa

Dic 21 2011 Published by under Articoli

Oggi vi racconto una famosa storia Zen, una metafora della vita come viaggio…

Un giorno come un altro, arriva l’Illuminazione che ti cambia la vita.

Ma non basta: bisogna seguirla fino in fondo e non tornare mai indietro.

Il titolo è Trovare un diamante su una strada fangosa e mi ha emozionato un po’…

“Gudo era l’insegnante dell’imperatore del suo tempo. Però viaggiava sempre da solo come un mendicante girovago. Una volta, mentre era in cammino verso Edo, il centro culturale e politico del shogunato, si trovò nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Takenaka.

Era sera e pioveva a dirotto. Gudo era bagnato fradicio. I suoi sandali di paglia erano a pezzi. In una casa colonica vicino al villaggio vide quattro o cinque paia di sandali su un davanzale e decise di comprarne un paio.”


“La donna che gli vendette i sandali, vedendolo così bagnato, lo invitò a passare la notte lì in casa. Gudo accettò con molti ringraziamenti. Entrò e recitò un sutra davanti al reliquiario della famiglia. Poi la donna lo presentò a sua madre e ai suoi figli. Notando che avevano tutti un’aria afflitta, Gudo domandò se fosse accaduta qualche disgrazia.

«Mio marito gioca d’azzardo ed è un beone» gli spiegò la padrona di casa. «Quando gli capita di vincere si ubriaca e diventa manesco. Quando perde si fa prestare i soldi dagli altri. A volte, quando è ubriaco fradicio, non rincasa nemmeno. Che posso fare?».

«Lo aiuterò io» disse Gudo. «Ecco un po’ di denaro. Procurami un gallone di vino buono e qualcosa di stuzzicante da mangiare. Poi andatevene a dormire. Io resterò in meditazione davanti al reliquiario».”


“Quando, intorno alla mezzanotte, il marito della donna rincasò completamente ubriaco, si mise a berciare: «Ehi, moglie, io sono a casa. Non c’è niente da mangiare?».

«Qualcosa ce l’ho io» disse Gudo. «Sono stato sorpreso dalla pioggia, e tua moglie mi ha gentilmente invitato a passare qui la notte. Per ringraziarla ho comprato del pesce e un po’ di vino, sicché puoi gustarne anche tu». L’uomo fu tutto contento. Bevve subito il vino e si sdraiò sul pavimento. Gudo rimase in meditazione accanto a lui.”


“Quando il marito si svegliò la mattina dopo, non ricordava più nulla della sera prima. «Chi sei? Di dove vieni?» domandò a Gudo che stava ancora meditando.

«Sono Gudo di Kyoto e sto andando a Edo» rispose il maestro di Zen. L’uomo provò un’immensa vergogna. Non la finiva più di scusarsi con l’insegnante del suo imperatore.

Gudo sorrise. «In questa vita tutto è instabile» spiegò. «La vita è brevissima. Se tu continui a giocare e a bere, non ti resterà il tempo di fare altro, e farai soffrire anche la tua famiglia».”


“Fu come se la coscienza del marito si ridestasse da un sogno. «Come potrò mai compensarti di questo meraviglioso ammaestramento? Lascia che ti accompagni e che porti la tua roba per un pezzo di strada».

«Come vuoi» acconsentì Gudo. I due si misero in cammino.

Dopo tre miglia Gudo disse all’uomo di tornare indietro. «Altre cinque miglia soltanto» lo pregò quello. Continuarono a camminare.

«Ora puoi tornare indietro» disse Gudo. «Faccio ancora dieci miglia» rispose l’uomo.

«Adesso torna indietro» disse Gudo quando ebbero percorso le dieci miglia.

«Voglio seguirti per tutto il resto della mia vita» dichiarò l’uomo.

In Giappone, gli odierni insegnanti di Zen discendono da un famoso maestro che fu il successore di Gudo. Il suo nome era Mu-nan, l’uomo che non tornò mai indietro.”


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Se incontrate il Buddha, uccidetelo!

Giu 07 2011 Published by under Articoli

Potrebbe sembrare la raccomandazione di un serial-killer: “Hey, quando vedi Franco, salutalo (e uccidilo) da parte mia!”

Si tratta invece di un famoso discorso del maestro Lin-Chi, vissuto durante il IX secolo:

“Se volete pervenire alla comprensione dello Zen non dovete lasciarvi ingannare dagli altri. Se incontrate il Buddha, uccidetelo! Questa è la sola via della liberazione.

Non vincolatevi a nessun oggetto ma restate liberi. Se confidate nella forza delle vostre braccia, ve le troncherò; se confidate nella vostra eloquenza, vi ridurrò al silenzio; se confidate nell’acutezza della vostra vista, vi acciecherò!

Non esistono realtà all’esterno, né esiste qualcosa dentro di voi su cui possiate posare le mani. Quindi non restate attaccati al significato letterale di quel che vi dico!

Buddha

Che potenza che hanno queste parole…vanno lette con molta attenzione, più di una volta, perché dentro di esse c’è tutto il significato dello Zen


Ma voglio farvi una domanda…ve lo immaginate il prete durante la messa che parla in questi termini a proposito di Gesù? Neanche per sogno!

E allora…perché invece un venerato maestro può dire una cosa simile sul Buddha???

E’ evidente che non è possibile paragonare cristianesimo e buddhismo…la logica e il senso comune fanno cilecca.

Siamo davanti a un paradosso, dietro cui si nasconde l’abisso culturale che separa l’Oriente dall’Occidente.


Facciamo un passo indietro.

Il primo libro della Bibbia è la Genesi, che inizia così:

In principio Dio creò il cielo e la terra.

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.

Noi uomini siamo stati creati da Dio: prima eravamo fango, poi torneremo cenere (wow!): il nostro corpo è mortale e così tutto quello che appartiene a questo mondo…la nostra anima invece è eterna e in essa risiedono tutte le nostre qualità. Dopo la morte ci aspetta l’inferno, il purgatorio o il paradiso…a seconda del “voto della giuria”.

In estrema sintesi: nel mondo occidentale, da una parte c’è il mondo divino, dall’altra il mondo terreno, mortale, umano.


Nel buddhismo, invece, il punto di partenza è totalmente diverso.

Non c’è distinzione “celeste/terreno”, “divino/mortale”…anzi, è proprio il contrario: secondo il Buddha, è questa visione dualistica del mondo che genera l’infelicità.

Lo scopo dell’uomo è esercitarsi per raggiungere l’illuminazione (il “Satori”, la “Sambhodi”) scoprendo la profonda unità di tutte le cose: soggetto/oggetto, divino/terreno, spirito/Natura.

Da cosa nasce la vita? Cosa c’è dopo la morte? Anche questa contrapposizione vita/morte deve essere superata.

Nel buddhismo l’uomo è il baricentro della sua vita e può bastare a se stesso.


Arrivamo al punto

Penso che Gesù abbia predicato un messaggio stupendo, profondo, universale. Le sue parole sono però state raccolte da un mondo che era già “occidentale” sin dai tempi della filosofia dei Greci e della religione pagana dei Romani.

Nel film di fantascienza “Matrix”, le macchine tenevano in schiavitù l’uomo somministrandogli un mondo fittizio e controllato…

Oggi, il Sistema ci tiene legati a sé con una visione del mondo che ci considera in partenza imperfetti–nel senso latino del termine: “incompleti“.

E allora abbiamo bisogno di possedere denaro ed oggetti, di ottenere dei riconoscimenti…abbiamo bisogno di cercare qualcosa al di fuori di noi stessi per trovare la felicità.

Ne consegue che è ci naturale dare la colpa a qualcosa o a qualcuno per la nostra infelicità e per tutti i mali del mondo.

E’ facile capire come mai il consumismo abbia attecchito così bene qui da noi, mentre in Oriente, con il maestro Zen che ci bacchetta per liberarci di qualunque oggetto–Buddha compreso–stia facendo molta più fatica…


Ecco fatto…non voglio dilungarmi oltre. Forse vi sarò sembrato profano ed irriverente. Non era il mio scopo e mi dispiace. Potete sempre smettere di leggere questo blog quando volete…non lo sto scrivendo per avere migliaia di lettori.

Che ci piaccia o no, il confronto culturale con l’Oriente è iniziato da molto tempo ed è destinato a diventare sempre più profondo.

Questa “crisi economica mondiale” sta spostando l’ago della bilancia verso Est…quando Matilde avrà la mia età, molto probabilmente il centro del mondo non sarà più New York, ma Pechino.

Ce ne rendiamo conto soltanto in parte, ma sta già succedendo. E chissà come andrà a finire.

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